RAINER MARIA RILKE, I quaderni di Malte Laudris Brigge
L’entropia indica la tendenza al disordine nei sistemi. In psicologia, diventa uno strumento per descrivere il caos interiore: quando pensieri ed emozioni perdono coerenza, aumenta l’entropia mentale. Nei disturbi mentali, questa disorganizzazione può diventare profonda. In passato, i manicomi cercavano di “contenere” questo caos, spesso senza comprenderlo davvero. Oggi, invece, l’entropia è vista come un segnale da interpretare, per ricostruire equilibrio e significato.
L’entropia indica la tendenza al disordine nei sistemi. In psicologia, diventa una metafora per descrivere il caos interiore: quando pensieri ed emozioni perdono coerenza, aumenta l’entropia mentale.Nei disturbi mentali, questa disorganizzazione può diventare profonda. In passato, i manicomi cercavano di “contenere” questo caos, spesso senza comprenderlo davvero. Oggi, invece, l’entropia è vista come un segnale da interpretare, per ricostruire equilibrio e significato.
Questo progetto nasce come un racconto. Non vuole dimostrare o confutare, ma osservare la storia di uomini e donne, la nostra storia. Parte da un processo creativo fatto di intuizioni e pensieri in continuo movimento. Idee che si intrecciano, si sovrappongono, cercano spazio. È proprio in questo flusso che si inserisce l’entropia: il caos mentale che, se riconosciuto e gestito, diventa parte della nostra esperienza quotidiana. Il progetto si conclude con una testimonianza reale: la lettera di un paziente psichiatrico. Non è una ricerca di empatia o pietà, ma un tentativo di ascolto. Perché il disordine non appartiene solo alla malattia.
Appartiene a tutti noi. E forse, soprattutto nei processi creativi, è proprio da lì che nasce qualcosa di nuovo.
Questo progetto nasce come un racconto. Non vuole dimostrare o confutare, ma osservare la storia di uomini e donne, la nostra storia.
Parte da un processo creativo fatto di intuizioni e pensieri in continuo movimento. Idee che si intrecciano, si sovrappongono, cercano spazio. È proprio in questo flusso che si inserisce l’entropia: il caos mentale che, se riconosciuto e gestito, diventa parte della nostra esperienza quotidiana.
Il progetto si conclude con una testimonianza reale: la lettera di un paziente psichiatrico. Non è una ricerca di empatia o pietà, ma un tentativo di ascolto.
Perché il disordine non appartiene solo alla malattia.
Appartiene a tutti noi.
E forse, soprattutto nei processi creativi, è proprio da lì che nasce qualcosa di nuovo.
Uno sguardo diretto e necessario sugli ex manicomi italiani: spazi chiusi, corpi sospesi, identità negate. Qui l’entropia è istituzionale, impressa nei luoghi e nelle vite, più contenuta che compresa.
Il disordine diventa intimo e visivo: il corpo si dissolve, si confonde con lo spazio, sfugge alla definizione. L’entropia è fragile, poetica, una tensione continua tra presenza e scomparsa.
Tra osservazione e testimonianza, racconta la psichiatria e i suoi limiti. L’entropia emerge nel confine tra individuo e sistema, tra il bisogno di cura e il rischio di isolamento.
Uno sguardo diretto e necessario sugli ex manicomi italiani: spazi chiusi, corpi sospesi, identità negate. Qui l’entropia è istituzionale, impressa nei luoghi e nelle vite, più contenuta che compresa.
Il disordine diventa intimo e visivo: il corpo si dissolve, si confonde con lo spazio, sfugge alla definizione. L’entropia è fragile, poetica, una tensione continua tra presenza e scomparsa.
Tra osservazione e testimonianza, racconta la psichiatria e i suoi limiti. L’entropia emerge nel confine tra individuo e sistema, tra il bisogno di cura e il rischio di isolamento.
Uno sguardo diretto e necessario sugli ex manicomi italiani: spazi chiusi, corpi sospesi, identità negate. Qui l’entropia è istituzionale, impressa nei luoghi e nelle vite, più contenuta che compresa.
Tra osservazione e testimonianza, racconta la psichiatria e i suoi limiti. L’entropia emerge nel confine tra individuo e sistema, tra il bisogno di cura e il rischio di isolamento.
Il disordine diventa intimo e visivo: il corpo si dissolve, si confonde con lo spazio, sfugge alla definizione. L’entropia è fragile, poetica, una tensione continua tra presenza e scomparsa.